Sintomi
Sintomi dell'intolleranza ai solfiti nell'asma: come riconoscerli
Di Michele Scalzotto · Fondatore di AsmaMai, paziente asmatico con sensibilità ai solfiti
Pubblicato il · Aggiornato il · 6 min di lettura
Il segnale più frequente, se hai l'asma e i solfiti ti stanno male, è un broncospasmo rapido: il petto si stringe, il respiro fischia, arriva la tosse. Non è un malessere vago da «cibo pesante». È una reazione delle vie aeree, spesso entro un'ora, e merita di essere distinta da alcol, istamina, allergia alimentare e reflusso. Per il quadro d'insieme vedi la guida solfiti e asma.
Queste pagine sono informative e non sostituiscono il medico. Se hai l'asma, tieni sempre a portata di mano il broncodilatatore di emergenza.
Quali sintomi provocano i solfiti in chi ha l'asma?
I sintomi tipici sono respiratori: senso di costrizione toracica, sibili, tosse secca o stizzosa, dispnea, a volte prurito in gola, starnuti o naso che cola. Possono comparire rossore al viso, mal di stomaco, diarrea o un senso di calore, ma in chi ha asma il dato che conta è il calo del flusso espiratorio. Nelle revisioni di Vally e Misso (2012) e Vally, Misso e Madan (2009) lo spettro va dalla dermatite e dall'orticaria fino a reazioni anafilattiche, con il broncospasmo come manifestazione di gran lunga più descritta.
La gravità non è uguale per tutti. C'è chi avverte solo un lieve fischio dopo un bianco frizzante e chi, come nei quattro pazienti di Stevenson e Simon (1981), ha avuto crisi severe al ristorante. Il rischio è più alto se l'asma è grave o dipendente da steroidi, come mostrò Bush e colleghi (1986). Non esiste una «dose sicura universale»: la tua soglia può essere pochi milligrammi in soluzione acida o molte decine di milligrammi in capsula.
Meno spesso il quadro è cutaneo o sistemico: pomfi, prurito, angioedema, calo di pressione. Quel profilo fa pensare a un meccanismo IgE, uno dei tre descritti nei meccanismi, e va valutato in urgenza se si associa a dispnea.
In quanto tempo compaiono i sintomi dopo l'ingestione?
Di solito da pochi minuti a circa un'ora. Stevenson e Simon documentarono risposte asmatiche 15–30 minuti dopo l'ingestione di metabisolfito di potassio. Bush misurava il FEV₁ entro 30 minuti dalla capsula. L'esposizione per via iniettiva (farmaco in vena o intramuscolo) può essere ancora più rapida, nell'ordine di pochi minuti.
La forma conta. Un sorso di vino bianco o di succo acido libera anidride solforosa già in bocca: inali il gas mentre deglutisci, e i bronchi rispondono presto. Una capsula o un boccone di frutta secca rilasciano SO₂ più in basso, nello stomaco acido: i tempi si allungano un poco, ma restano nell'ora. Se i sintomi arrivano sei ore dopo, cerca un'altra causa (reflusso, asma notturna, altro alimento).
Tieni un diario: ora del boccone, alimento o bevanda, marca, quantità, minuti all'esordio, picco di flusso o FEV₁ se lo misuri, e se il broncodilatatore ha funzionato. Quel foglio vale più di qualsiasi test «fai da te». Come usarlo in visita è spiegato nella pagina sulla diagnosi.
Come distingui i solfiti dall'intolleranza all'alcol?
L'intolleranza all'alcol — frequente in chi ha poco enzima aldeide deidrogenasi — dà rossore, calore, palpitazioni, nausea, sonnolenza. Può comparire con birra, vino o un distillato. I bronchi non sono il bersaglio principale. I solfiti, al contrario, colpiscono le vie aeree e sono abbondanti in vino, sidro, frutta secca e gamberi, non in un whisky o in una grappa ben distillati, che di solfiti ne hanno pochi o nessuno (salvo eccezioni, come distillati con pera intera).
Un test empirico, da non trasformare in esperimento pericoloso: se un calice di bianco ti chiude il petto e un bicchierino di distillato no, i solfiti (o l'istamina, o entrambi) sono più credibili dell'etanolo. Se ogni forma di alcol ti fa arrossire senza fischio, pensa all'alcol. Nessun esperimento a casa se la tua asma è instabile: parlane con il medico.
Il mito «i solfiti del vino fanno venire il mal di testa» è trattato a parte: per chi ha asma il problema documentato è il broncospasmo, non la cefalea.
Come distingui solfiti, istamina, allergia alimentare e reflusso?
Istamina e ammine del vino rosso, dei formaggi stagionati o degli spinaci possono dare flush, naso chiuso, prurito, a volte mal di testa, senza necessariamente far cadere il FEV₁. Il rosso ha in genere meno SO₂ del bianco (tetto UE 150 contro 200 mg/L) ma più istamina: se stai male solo con i rossi e i formaggi, l'istamina è una pista; se stai male con bianchi, albicocche secche e gamberi, i solfiti lo sono di più.
L'allergia IgE a un alimento (gambero come proteina, uovo, latte, frutta) dà spesso prurito orale, orticaria, vomito, e si vede con prick o dosaggio delle IgE specifiche. I solfiti non hanno un allergene proteico standard: i test cutanei e sierologici non sono validati. Un prick positivo al gambero non esclude che, sullo stesso piatto, ti abbia colpito anche il metabisolfito usato contro la melanosi.
Il reflusso imita tosse cronica, raucedine, risvegli notturni. Non esplode dieci minuti dopo un calice e non si associa a un calo acuto del FEV₁ da pasto. Può convivere con l'asma: non è un «o l'uno o l'altro» automatico.
In sintesi, chiediti: è rapido? È bronchiale? Si ripete con più alimenti che hanno in comune i solfiti, non una proteina? Se sì, porta il diario all'allergologo o al pneumologo, non fermarti al «sarà il vino».
Quando i sintomi richiedono il pronto soccorso?
Vai in emergenza, o fai chiamare il 118, se compare dispnea grave, se riesci a dire solo poche parole, se il broncodilatatore di emergenza non basta dopo i minuti previsti dal tuo piano, se labbra, lingua o unghie diventano bluastre, se la saturazione (se hai un ossimetro) scende in modo netto, o se si aggiungono pomfi diffusi, gonfiore di lingua o gola, vomito ripetuto, confusione, calo di pressione o svenimento. Quello non è «un attacco da solfiti da gestire in cucina»: è un'asma acuta grave o un'anafilassi, e si tratta come tale.
Se hai un autoiniettore di adrenalina, usalo secondo le istruzioni del medico. Il fatto che l'adrenalina contenga metabisolfito non è un motivo per non farla in anafilassi: i foglietti illustrativi italiani lo dicono esplicitamente. Approfondimento nella pagina sui farmaci con solfiti.
Dopo una crisi importante, anche se «è passata», fai rivedere il piano asmatico. I bambini asmatici vanno valutati con soglia più bassa per il pronto soccorso: in un bambino la fatica respiratoria si scompensa in fretta.
Al ristorante, se riconosci i primi sibili, usa l'inalatore, avvisa chi è con te e non aspettare di «finire il piatto». Cosa ordinare e cosa chiedere è nella guida ristorante e intolleranza ai solfiti.
I sintomi «minori» contano o li ignori?
Contano, se si ripetono. Un prurito in gola isolato dopo un aperitivo può essere alcol, solfiti, istamina o nulla di misurabile. Tre episodi identici dopo tre bianchi diversi, con picco di flusso che scende del 15% e recupera con il broncodilatatore, sono un diario, non un'ansia. Non serve aspettare il pronto soccorso per prendere sul serio il nesso. Allo stesso modo, un mal di pancia senza fischio dopo un hamburger è più facilmente altro (grassi, fibre, ansia, altra intolleranza): i solfiti in chi ha asma parlano soprattutto ai bronchi. La guida e la diagnosi servono a non medicalizzare ogni etichetta e a non sottovalutare tre cali di FEV₁ in un mese.
Di notte, se ti svegli tre ore dopo cena, pensa prima a reflusso, asma da decubito, acari: i solfiti, di regola, hanno già fatto il loro entro l'ora. Eccezioni esistono, ma sono la coda della curva, non il centro.
Domande frequenti
Quanto tempo dopo i solfiti arrivano i sintomi asmatici?
Di solito da pochi minuti a circa un'ora. Nei primi casi descritti da Stevenson e Simon (1981) il broncospasmo compariva 15–30 minuti dopo cibi e bevande. Le bevande acide tendono a essere più rapide dei cibi solidi.
I solfiti danno sempre prurito e orticaria?
No. Nella maggior parte delle persone asmatiche il quadro è respiratorio, senza eruzione. Orticaria, angioedema o anafilassi si vedono nella minoranza in cui interviene un meccanismo IgE.
Come distinguo solfiti e intolleranza all'alcol?
L'intolleranza all'alcol dà soprattutto rossore al viso, palpitazioni e sonnolenza, anche con superalcolici distillati poveri di solfiti. I solfiti colpiscono i bronchi e sono più evidenti con vino, frutta secca o gamberi che con un distillato puro.
Quando devo andare al pronto soccorso?
Se la dispnea è grave, se parli a fatica, se labbra o unghie diventano blu, se il broncodilatatore non basta, o se comparono orticaria estesa, gonfiore in gola o calo di pressione. In dubbio, chiama il 118.
Posso avere sintomi solo con il vino bianco e non con il rosso?
Sì. I bianchi e i vini dolci hanno tetti di SO₂ più alti e, da acidi, liberano più anidride solforosa in bocca. Non è una regola assoluta: conta la tua soglia e il singolo vino.
Fonti
- Stevenson DD, Simon RA. Sensitivity to ingested metabisulfites in asthmatic subjects. J Allergy Clin Immunol. 1981.
- Vally H, Misso NLA. Adverse reactions to the sulphite additives. Gastroenterol Hepatol Bed Bench. 2012.
- Vally H, Misso NL, Madan V. Clinical effects of sulphite additives. Clin Exp Allergy. 2009.
- Bush RK et al. Prevalence of sensitivity to sulfiting agents in asthmatic patients. Am J Med. 1986.
- Bold J. Considerations for the diagnosis and management of sulphite sensitivity. Gastroenterol Hepatol Bed Bench. 2012.
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