Quotidiano
Solfiti e asma nei bambini: cosa devono sapere i genitori
Di Michele Scalzotto · Fondatore di AsmaMai, paziente asmatico con sensibilità ai solfiti
Pubblicato il · Aggiornato il · 8 min di lettura
Se tuo figlio ha l'asma, i solfiti non sono un'ossessione da etichetta: sono un possibile scatenante, più studiato in pediatria di quanto si pensi, con numeri che cambiano moltissimo a seconda di come si fa il test. Questa pagina è per genitori: prevalenza onesta, cibi reali, scuola e feste, come si fa la provocazione, quando preoccuparsi.
Quanti bambini asmatici reagiscono ai solfiti?
Una percentuale non trascurabile, ma la cifra dipende dal protocollo: negli studi pediatrici si va da circa il 5–10% in casistiche meno gravi fino a oltre il 60% quando si usa metabisolfito in soluzione acida su asma cronica.
I numeri da citare, con il metodo accanto, perché senza metodo mentono:
- Towns e Mellis, 1984, Pediatrics: 29 bambini con asma cronica, 5,5–14 anni. Nessuno ha reagito al metabisolfito in capsula (fino a 100 mg); 19 su 29 (66%) hanno avuto un calo del FEV₁ ≥20% con metabisolfito in 30 ml di acido citrico 0,5%. Dopo tre mesi di dieta, solo 4 su 19 mostravano un miglioramento oggettivo, e l'aderenza era scarsa.
- Friedman e Easton, 1987: 18 bambini su 51 (35,3%), 5–17 anni, reazione a dosi graduate in soluzione acida; nessuno aveva una storia suggestiva.
- Sanz e colleghi, 1992: 20 bambini steroido-dipendenti, 7–14 anni, dosi 5–100 mg in acido citrico; 4 su 20 (20%) confermati in doppio cieco.
- Steinman, Le Roux e Potter, 1993, Sudafrica: 37 bambini, SO₂ in succo di mela; 43,2% con calo del FEV₁ >10%, 21,6% con calo ≥20%, contro 0/22 nei controlli con solo succo.
- Boner e colleghi, 1990: in bambini non steroido-dipendenti, con asma che permetteva di sospendere i farmaci 72 ore, la prevalenza era molto più bassa, vicina a quella dell'adulto (spesso stimata 3–10% nelle review, più alta negli steroido-dipendenti).
La lezione è doppia. Primo: il bambino con asma grave o cronico è il gruppo in cui cercare. Secondo: una soluzione acida (succo, bibita) libera SO₂ che si inala mentre si deglutisce; una capsula no. È per questo che un succo «va storto» e un biscotto forse no, a parità di milligrammi.
Lo studio di Añibarro 1992 — cinque bambini con intolleranza già confermata, blocco con cianocobalamina — non è uno studio di prevalenza: è uno studio su chi è già positivo. Non usarlo per dire «tutti i bambini asmatici». Per il contesto generale, il pilastro.
Dove incontra i solfiti un bambino, nella vita vera?
Li incontra soprattutto in succhi e bevande acide, frutta secca, caramelle e gelatine colorate, patate surgelate e in alcuni hamburger o insalate pronte — non nel latte fresco.
Mappa da zaino e da festa:
- Succhi e bibite. Il protocollo di Steinman usava una dose «da soft drink». L'acidità libera anidride solforosa. Non tutti i succhi li contengono sopra 10 mg/l, ma quelli che li contengono devono dichiararli (etichetta).
- Frutta secca e barrette. Albicocche arancioni brillanti, mele disidratate chiare: in UE alcune categorie possono arrivare fino a 2000 mg/kg di SO₂ (Reg. 1333/2008). Un pugno vale molti bicchieri di vino.
- Caramelle, gelatine, «gomme» colorate, alcuni sciroppi. Conservanti e colore. A una festa, il buffet è il test che non vuoi fare.
- Patatine fritte, crocchette, hash brown. Le patate surgelate sono un classico industriale.
- Hamburger e fast food. Il rischio non è sempre il pane: è l'insalata già tagliata, il condimento, le patate. Un hamburger «nudo» (pane, carne cotta al momento, formaggio) è un'altra cosa rispetto al menù completo.
- Farmaci. Alcuni sciroppi e fiale contengono solfiti: pagina dedicata ai farmaci. Lo segnali al pediatra e al Pronto soccorso.
Il vino in cucina (risotto della nonna) e l'aceto balsamico sulle insalate scolastiche sono esposizioni da adulti che i bambini ereditano. I gamberi a una cena di pesce: stesso discorso.
Come gestisci scuola, gite e compleanni?
Con un piano scritto, merenda prevedibile e la regola che il cibo non identificabile non si mangia; non con un divieto vago «niente chimica».
Scuola. Il documento utile è una nota del pediatra o dell'allergologo pediatrico: diagnosi di asma, eventuale sensibilità ai solfiti (se confermata), inalatore, chi somministra, quando chiamare. La mensa deve già gestire i 14 allergeni del Reg. 1169/2011: «solfiti» è una voce che il cuoco riconosce. Chiedi se le patate sono surgelate, se l'insalata è in busta, se i succhi sono quelli del distributore.
Gita. Un pack da casa batte il bar dell'autostrada. Acqua, panino composto da te, frutta fresca (mela, banana: non albicocca secca arancione). L'insegnante ha il piano e il numero.
Compleanno. Telefona prima. Offri di portare la torta o la pizza «nota». Evita il momentaccio delle caramelle sfuse e delle bibite in caraffa. Non è un capello sulla minestra: per un bambino con soglia bassa, è il protocollo di Towns (soluzione acida) fatto in salotto.
Sport. L'asma da sforzo e l'asma da solfiti possono sommarsi. Inalatore prima se il piano lo prevede; niente bibite da «idratazione» a caso dopo la partita.
Non umiliare il bambino a tavola. La frase utile è: «Questo non è il tuo cibo, il tuo è questo.» Funziona meglio di un discorso sugli E-numbers.
Come funziona il test di provocazione in pediatria?
Si fa in ospedale: dosi crescenti di metabisolfito, di solito in soluzione acida, con misura del FEV₁ o del picco di flusso; è positivo se la funzione cade oltre la soglia concordata, in genere un calo del FEV₁ ≥20%.
Il percorso diagnostico nell'adulto e nel bambino condividono la logica. La storia da sola è debole: Friedman e Easton non avevano storie suggestive nei reattori. Sanz ha confermato in doppio cieco solo 4 degli 6 positivi al singolo cieco. Per questo il gold standard resta la provocazione, non un prick o un IgE «anti-solfito» (poco standardizzati e spesso negativi, perché il meccanismo frequente non è IgE).
Cosa succede, in pratica, il giorno del test:
- Il bambino deve essere in grado di fare una spirometria ripetibile (in genere dai 5–6 anni in su).
- Si parte da una dose bassa (nello studio Sanz: 5, 10, 25, 50, 100 mg) in un piccolo volume di acido citrico, a intervalli.
- Si misura il FEV₁ dopo ogni dose. Un calo ≥20% (o i criteri del centro) ferma il test: è positivo.
- Si tratta il broncospasmo sul posto. Non si va a casa «a vedere come va».
Non è un test da laboratorio analisi. Non è un test da ripetere in cucina con il metabisolfito del vino fatto in casa. Se il pediatra non fa provocazioni, chiede all'allergologo pediatrico. Añibarro ha anche esplorato un blocco con 1,5 mg di cianocobalamina: è ricerca su n = 5, non una vitamina da Amazon prima della merenda.
Quali sono i red flag e cosa dici al pediatra?
I red flag sono broncospasmo o flushing entro pochi minuti da un succo, da patatine o da un pasto al ristorante, soprattutto se l'asma è già grave; al pediatra porti un diario alimentare con tempi, non una lista di sospetti vaghi.
Segnali per non aspettare «la prossima volta»:
- Sibilo, tosse stizzosa o tightness nei 5–30 minuti dopo una bevanda o un cibo (la finestra di Steinman).
- Episodi al ristorante o al fast food, con insalata o frittura.
- Asma che «non torna» nonostante la terapia, con esposizioni ripetute a semilavorati.
- Reazione con orticaria o anafilassi, non solo asma: è un altro grado di urgenza, e può servire l'adrenalina.
Cosa portare in visita: tre episodi datati, il cibo (foto dell'etichetta), i minuti trascorsi, il calo del PEF se lo misurate in casa, la terapia in corso. Chiedi esplicitamente: «Ha senso una provocazione con metabisolfito?» e «I farmaci che gli prescriviamo sono senza solfiti?».
Non togliere a caso mezzo armadietto: Towns ha visto poco beneficio da una dieta stretta con scarsa aderenza. Togli i bersagli grandi (succhi dichiarati, frutta secca trattata, patate surgelate) mentre aspetti il test. Non sostituire cortisonico inalatorio e broncodilatatore con un integratore. I sintomi da conoscere, per non confonderli con un raffreddore, stanno nella pagina dedicata.
Domande frequenti
I bambini asmatici sono più sensibili ai solfiti degli adulti?
Alcuni studi pediatrici hanno trovato prevalenze più alte dell'adulto, soprattutto con soluzioni acide e in asma cronica o steroido-dipendente. Altri, su bambini meno gravi, hanno trovato cifre vicine al 5–10% adulto. Dipende dal metodo e dalla gravità.
Quali cibi sono i più rischiosi per un bambino asmatico?
Succhi di frutta e bevande acide confezionate, frutta secca chiara (albicocche), caramelle e gelatine, patatine fritte da surgelato, alcuni hamburger e insalate pronte. Il rischio sale quando il cibo è acido e si libera SO₂ durante la deglutizione.
Come si fa il test nei bambini?
In ospedale, con dosi crescenti di metabisolfito (spesso in soluzione acida), spirometria o misura del picco di flusso, e criteri di positività sul calo del FEV₁ (spesso ≥20%). Non si fa a casa e non si fa «per prova» al compleanno.
Cosa dico a scuola?
Che il bambino ha l'asma, che certi additivi (solfiti, E220–E228) possono scatenare broncospasmo, e che serve un piano scritto: merenda da casa, inalatore a portata, chi chiama i genitori e quando il 118.
Fonti
- Towns SJ, Mellis CM. Role of acetyl salicylic acid and sodium metabisulfite in chronic childhood asthma. Pediatrics. 1984;73:631-637
- Sanz J, Martorell A, Torró I, Cerdá JC, Alvarez V. Intolerance to sodium metabisulfite in children with steroid-dependent asthma. J Investig Allergol Clin Immunol. 1992;2:36-38
- Añibarro B, Caballero T, García-Ara C, Díaz-Pena JM, Ojeda JA. Asthma with sulfite intolerance in children: a blocking study with cyanocobalamin. J Allergy Clin Immunol. 1992;90:103-109
- Boner AL, et al. Metabisulfite oral challenge: incidence of adverse responses in chronic childhood asthma and its relationship with bronchial hyperreactivity. J Allergy Clin Immunol. 1990
- Friedman ME, Easton JG. Prevalence of positive metabisulfite challenges in children with asthma. Pediatr Asthma Allergy Immunol. 1987;1:53
- Vally H, Misso NLA. Clinical effects of sulphite additives. Clin Exp Allergy. 2009;39:1643-1651
- Steinman HA, Le Roux M, Potter PC. Sulphur dioxide sensitivity in South African asthmatic children. S Afr Med J. 1993
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