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Vitamina B12 e solfiti: cosa dice davvero la scienza
Di Michele Scalzotto · Fondatore di AsmaMai, paziente asmatico con sensibilità ai solfiti
Pubblicato il · Aggiornato il · 8 min di lettura
Se hai l'asma e i solfiti ti scatenano sintomi, prima o poi qualcuno ti parlerà di vitamina B12. L'ipotesi è elegante e i primi dati sono reali: non è un mito da forum. Non è nemmeno una terapia. Qui trovi esattamente cosa hanno misurato gli studi, su quanti pazienti, con quale forma di B12, e cosa ha senso chiedere al tuo allergologo.
Qual è l'ipotesi che collega la vitamina B12 ai solfiti?
L'ipotesi è che la cianocobalamina catalizzi l'ossidazione extracellulare del solfito a solfato, riducendo l'accumulo di SO₂ che può innescare il broncospasmo.
Nel metabolismo normale il solfito (prodotto dalla cisteina e dalla metionina) viene ossidato a solfato dall'enzima solfito ossidasi, che ha bisogno di molibdeno. Alcuni autori hanno proposto che, in una parte delle persone asmatiche sensibili ai solfiti, questa via sia insufficiente quando arriva un carico esogeno (un bicchiere di vino, un piatto di gamberi, un'insalata già condita). Il solfito in eccesso, o l'anidride solforosa che se ne libera in ambiente acido, irriterebbe le vie aeree.
La cianocobalamina, in vitro e secondo gli autori degli studi clinici, sarebbe in grado di ossidare il solfito fuori dalla cellula, «aiutando» quella via. È un'ipotesi meccanicistica, non una dimostrazione: nessuno ha misurato in quei pazienti un deficit parziale di solfito ossidasi con un test enzimatico, e i meccanismi della reattività ai solfiti sono probabilmente più di uno (SO₂ inalata durante la deglutizione, iperreattività bronchiale, in rari casi una componente IgE).
Questa distinzione conta. Se il tuo broncospasmo nasce soprattutto dal gas SO₂ che si libera in bocca da una bevanda acida, un catalizzatore sistemico può fare poco. Se nasce da un accumulo di solfito assorbito, l'ipotesi B12 è almeno plausibile. Senza un test, non lo sai.
Cosa ha mostrato lo studio di Añibarro del 1992?
In cinque bambini asmatici con intolleranza ai solfiti già confermata, 1,5 mg di cianocobalamina per os prima della provocazione con metabisolfito hanno attenuato o bloccato la broncocostrizione in quattro casi su cinque.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, è di Añibarro, Caballero, García-Ara, Díaz-Pena e Ojeda, dell'Hospital Universitario La Paz di Madrid (PubMed 1629495). Il disegno è uno studio di blocco, non uno studio randomizzato in doppio cieco su larga scala: i bambini avevano già una provocazione positiva al metabisolfito; poi hanno ripetuto la sfida dopo cianocobalamina.
La dose usata è 1,5 mg (cioè 1500 µg) per via orale, in somministrazione unica prima del test. Una review del 2000 la descrive come «single-blind» e riassume l'esito così: attenuazione della broncocostrizione da metabisolfito in quattro bambini su cinque. Una review successiva formula lo stesso dato all'inverso: dopo 1,5 mg, il broncospasmo si è ripresentato in un bambino su cinque.
Cinque pazienti. Quattro risposte. Uno studio. È il pezzo di evidenza più citato, e resta piccolo. Non ti dice se funziona negli adulti, se funziona a tavola (e non solo in laboratorio), né se un uso quotidiano previene le esposizioni involontarie. Ti dice solo che, in quel protocollo, in quei bambini, qualcosa è successo.
Esistono altri dati oltre a quello studio sui bambini?
Sì, ma sono case report e una review che, già nel 2000, dichiarava l'assenza di altri dati; da allora non è arrivato uno studio randomizzato.
Nel 2013 Ojeda, Ojeda e Rubio hanno pubblicato un poster su Clinical and Translational Allergy (3 Suppl 3: P15). Una donna di 36 anni con episodi anafilattici ripetuti, incluso uno shock, circa 60 minuti dopo vari alimenti. La provocazione in doppio cieco controllata con placebo (DBPCC) è risultata positiva a 50 mg di metabisolfito: flushing facciale, rinite e broncospasmo con calo del FEV₁ superiore al 20%. Dopo pretrattamento con cianocobalamina un'ora prima, una seconda provocazione a dosi crescenti da 5 mg a 200 mg è risultata negativa. Gli autori hanno poi consigliato 4 µg al giorno insieme alla dieta di evitamento; la paziente è rimasta stabile.
Due dettagli da non perdere. Primo: è un poster, non un articolo peer-reviewed esteso. Secondo: la dose dichiarata (4 µg) è due ordini di grandezza sotto i 1,5 mg di Añibarro. Può essere una dose nutrizionale, un refuso, o un protocollo diverso: dal testo pubblico non si può decidere. In ogni caso un n = 1 non valida una terapia.
La review di in 't Veen, Sterk e Bel su Clinical and Experimental Allergy (2000) dedicava un paragrafo alla B12, citava Añibarro e concludeva: «Currently, there are no other data available supporting the value of vitamin B12 in asthma therapy». A ventisei anni di distanza, il quadro non è cambiato in modo sostanziale: niente RCT, niente meta-analisi, niente indicazione nelle linee guida GINA.
Perché si parla di cianocobalamina e non di metilcobalamina?
Perché gli unici dati clinici su solfiti e asma usano la cianocobalamina, e l'ipotesi di ossidazione extracellulare del solfito è stata formulata per quella forma (ciano-cobalto), non per la metilcobalamina.
In etichetta «vitamina B12» può essere cianocobalamina, metilcobalamina, adenosilcobalamina o idrossocobalamina. Non sono intercambiabili per questa domanda. La metilcobalamina è la forma coenzimatica della metionina sintasi; è quella che molti integratori «attivi» mettono in evidenza. Non è stata testata in una provocazione con metabisolfito.
La cianocobalamina è una forma sintetica stabile, usata da decenni in integratori e nella terapia della carenza. Gli autori degli studi sul solfito le attribuiscono la capacità di catalizzare l'ossidazione del solfito a solfato. Che il meccanismo sia davvero specifico del legante ciano, e non condiviso da idrossocobalamina o da altre cobalamine, non è stato dimostrato in un confronto testa a testa sui pazienti. Quello che è dimostrato è più semplice: se cerchi i dati, trovi cianocobalamina. Trovare un flacone di metilcobalamina e aspettarsi lo stesso effetto è un salto che gli studi non autorizzano.
La vitamina B12 è sicura a queste dosi?
Sì, nel senso che il Comitato scientifico per gli alimenti (SCF) e l'EFSA non hanno potuto fissare un livello massimo tollerabile perché non hanno identificato effetti avversi chiari da eccessi alimentari o da integratori in persone sane.
L'opinione SCF del 2000 nota che dosi orali o intramuscolari tra 1 e 5 mg, usate per anni nella terapia sostitutiva, non hanno mostrato tossicità sistematica. L'EFSA nel 2015 ha confermato: niente UL. L'assunzione adeguata per l'adulto è 4 µg/giorno: i 1,5 mg di Añibarro sono circa 375 volte quel valore, ma restano nel range delle dosi terapeutiche storiche.
«Sicura» non significa «indicata». Non significa nemmeno «inutile da comunicare al medico». Se prendi altri farmaci, se hai una mielopatia in studio, se sei in gravidanza, la decisione non è da etichetta di integratore. E la sicurezza della B12 non dice nulla sull'efficacia contro i solfiti: un nutriente innocuo può comunque non funzionare.
Cosa chiedere all'allergologo prima di qualsiasi tentativo?
Chiedi se, nel tuo caso, ha senso una provocazione supervisionata con metabisolfito, ripetuta con e senza pretrattamento con cianocobalamina, e se i criteri di positività (calo del FEV₁, sintomi, dose soglia) sono gli stessi del test diagnostico.
Tre domande concrete, da portare in visita:
- La mia diagnosi di sensibilità ai solfiti è da provocazione o solo da storia? Senza un test, non misuri un eventuale effetto della B12.
- Se il test è già positivo, accetteresti di ripetere la sfida dopo cianocobalamina, in ospedale, con spirometria, come hanno fatto Añibarro e Ojeda?
- Quale forma e quale schema useresti, visto che in letteratura coesistono 1,5 mg e 4 µg?
Non automedicare una provocazione a casa. Non «provare la B12» al ristorante per vedere se il vino passa. Il broncospasmo da solfiti può essere grave, e i farmaci di soccorso e l'inalatore al bisogno restano il piano A. La dieta di evitamento — etichette, vino, frutta secca, patate surgelate — resta il piano A anche se un giorno un test di blocco risultasse favorevole: Ojeda stessa ha tenuto la paziente a dieta, con la B12 come rete per le esposizioni involontarie, non come permesso di esposizione libera.
Questo sostituisce la terapia dell'asma?
No. La cianocobalamina non sostituisce il broncodilatatore al bisogno, i corticosteroidi inalatori, il piano di azione né, nei casi indicati, l'adrenalina.
Lo scrivo senza ambiguità perché è il punto in cui internet fa più danni. Lo studio di Añibarro è un n = 5. Il poster di Ojeda è un n = 1. La review del 2000 diceva già che non c'erano altri dati. Non esiste uno studio randomizzato, non esiste una dose raccomandata, non esiste un'indicazione in scheda tecnica. L'evidenza è quella che è: suggestiva, piccola, non confermata.
Se il tuo allergologo, conoscendo la tua soglia e la tua storia, propone un test di blocco, stai facendo ricerca clinica individuale, non «cura naturale». Se invece cerchi un rimedio da banco che ti permetta di ignorare le etichette, la B12 non è quello. Per un quadro d'insieme sugli altri tentativi (molibdeno, cromoglicato, gocce per il vino) vai a molibdeno e altri rimedi. Per i sintomi e la diagnosi, resta sul pilastro e su come si fa il test.
Domande frequenti
La vitamina B12 protegge dall'asma da solfiti?
Esiste uno studio su 5 bambini (1992) in cui 1,5 mg di cianocobalamina per os hanno attenuato o bloccato il broncospasmo da metabisolfito in 4 casi su 5, più un case report del 2013. Non c'è uno studio randomizzato: non è una terapia consolidata.
Devo prendere metilcobalamina o cianocobalamina?
Gli unici dati clinici su solfiti e asma usano la cianocobalamina. L'ipotesi meccanicistica proposta dagli autori riguarda l'ossidazione extracellulare del solfito catalizzata dalla forma ciano-cobalto; la metilcobalamina non è stata testata in questo contesto.
Posso usare la B12 al posto dell'inalatore?
No. Nessun integratore sostituisce il broncodilatatore al bisogno né i corticosteroidi inalatori prescritti. La B12, se mai discussa, è un'ipotesi da valutare solo con l'allergologo, a dieta di evitamento già in atto.
Quale dose hanno usato gli studi?
Añibarro 1992: 1,5 mg (1500 µg) di cianocobalamina per os in dose unica prima della provocazione. Il poster Ojeda 2013 riporta 4 µg un'ora prima del test, una dose due ordini di grandezza più bassa. Non è una raccomandazione di dosaggio.
Fonti
- Añibarro B, Caballero T, García-Ara C, Díaz-Pena JM, Ojeda JA. Asthma with sulfite intolerance in children: a blocking study with cyanocobalamin. J Allergy Clin Immunol. 1992;90:103-109
- Ojeda PM, Ojeda I, Rubio G. Anaphylaxis due to sulfite intolerance: a protective effect from cyanocobalamin. Clin Transl Allergy. 2013;3(Suppl 3):P15
- in 't Veen JCC, Sterk PJ, Bel EH. Alternative strategies in the treatment of bronchial asthma. Clin Exp Allergy. 2000;30:16-33
- SCF. Opinion of the Scientific Committee on Food on the Tolerable Upper Intake Level of Vitamin B12 (2000)
- EFSA NDA Panel. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for cobalamin (vitamin B12). EFSA Journal 2015;13(7):4150
- Vally H, Misso NLA. Clinical effects of sulphite additives. Clin Exp Allergy. 2009;39:1643-1651
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